Calendario manifestazioni   2019



Concerto tributo a Fabrizio De Andre
I Giudici
05 Gennaio, ore 21.00

Prenotazione su https://i-giudici-tributo-a-fabrizio-de-andre.eventbrite.it


Il ricavato verrà devoluto al Progetto "Fabbrica del Riciclo", distrutto dopo il crollo del Ponte Morandi.
Questo progetto è teso a sviluppare il recupero delle risorse attraverso il restauro di mobili e oggetti usati.
Le gestione è affidata a UNICEF e Comunità di San Benedetto.
Ingresso con libera offerta

Il ricavato verrà devoluto al Progetto "Fabbrica del Riciclo", distrutto dopo il crollo del Ponte Morandi.Questo progetto è teso a sviluppare il recupero delle risorse attraverso il restauro di mobili e oggetti usati.Le gestione è affidata a UNICEF e Comunità di San Benedetto.


Il nostro coinvolgimento nella tragedia è stato diretto: la Fabbrica del Riciclo, da noi gestita, è crollata, travolta dalle campate del ponte. Alcuni di noi si trovavamo dentro il capannone. Fortunatamente, per puro caso, nessuno della Comunità ha perso la vita.
In quel preciso istante, abbiamo capito che con il ponte eravamo caduti tutti.
Cadute 43 persone che non si sarebbero tragicamente mai più rialzate.
Caduti i quasi 700 sfollati, sradicati dalle loro case e dalle loro vite.
Caduta la Valpolcevera, spezzata e isolata al di qua e al di là della zona rossa, con una depressione economica che sta avanzando giorno dopo giorno, che sta coinvolgendo tutta la città senza poterne ancora prevedere i veri effetti e le ricadute.
Caduto chi vive a Genova, con una città che torna indietro a una mobilità di 50 anni fa ma la demografia di oggi.
Caduta l’Italia che sembra non reggere dopo il crollo del ponte Morandi, ultimo disastro provocato dal pessimo stato delle infrastrutture italiane, risultato di privatizzazioni selvagge e mal gestite, con investimenti pubblici insufficienti. Un ponte addirittura mal costruito, secondo i primi risultati delle indagini.
Un effetto domino, dove risistemare ogni tessera sarà un lavoro che necessiterà di tempi lunghi e incerti.
La cosa di cui siamo invece convinti è che bisogna ripartire davvero dall’ultima tessera: dalle persone, dalla Valpolcevera , dalle periferie e da chi le vive.
Per dirla con le parole di Luca Borzani:
“Una nuova stagione di impegno civile nell’Italia della frammentazione, dell’individualismo, dell’imbarbarimento del linguaggio e delle relazioni sociali. Dobbiamo ripeterlo ogni giorno che non si tratta solo di ricostruire un ponte.
Che Genova vuol dire Valpolcevera, Campasso, Cornigliano. Che la nuova città inizia dalle periferie”





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