Calendario manifestazioni   2019



DON GIOVANNI
COMPAGNIA GANK - Stagione di Prosa Città di Bassano
10 Dicembre, ore 21.00

INFO E PREVENDITE: 0424.524214 0424.519819 0424.519804


di Moliére
traduzione Cesare Garboli
regia Antonio Zavatteri
con Alberto Giusta - Filippo Dini – Massimo Brizi - Alessia Giuliani - Mariella Speranza – Alex Sassatelli
luci Sandro Sussi
promozione Paolo Zanchin


Una compagnia di attori affiatati e pieni di talento, che ogni volta affronta i grandi classici in modo originale e imprevedibile. Un testo eccezionale, che resiste al tempo. Da questo incontro nasce uno spettacolo che, mescolando senza avarizia i toni della comicità e della farsa al noir, segue le vicende del più celebre seduttore, debitore insolente, padrone tirannico, figlio crudele e ipocrita temibile. Un Don Giovanni passionale e appassionato, che brucia seguendo il fuoco delle proprie pulsioni.

 

Commedia in cinque atti in prosa, Dom Juan ou Le festin de pierre fu rappresentata per la prima volta al Palais Royal di Parigi il 15 febbraio 1665. Prendendo spunto da un`antica leggenda (da cui lo spagnolo Tirso de Molina aveva già tratto un famoso dramma: El burlador de Sevilla), Molière narra le imprese di un gentiluomo di Corte, perverso e libertino, che, mentre con il servo Sganarello fugge per nave dai fratelli della abbandonata Donna Elvira, è gettato da una tempesta sulle coste italiane, dove seduce due contadine con la promessa di matrimonio. In seguito, Don Giovanni è protagonista di altre imprese, cui l`inseparabile Sganarello assiste sempre più allibito. In una foresta vuole costringere un povero a bestemmiare. Strada facendo salva la vita al fratello di Donna Elvira, la quale cerca invano di farlo ravvedere. Più tardi mette alla porta i creditori e tratta con scherno il padre che gli rimprovera la sua vita dissoluta. Infine, invita a cena la statua del Commendatore da lui ucciso in precedenza e, quando questa si presenta all`appuntamento, sull`impenitente Don Giovanni si abbatte un fulmine, la terra gli si apre sotto i piedi ed egli è inghiottito nell`inferno, mentre il servo Sganarello può solo lamentarsi del salario arretrato che nessuno gli pagherà. Creando un personaggio che servirà poi d`esempio anche a Mozart e a Da Ponte, Molière (il cui vero nome era Jean-Baptiste Poquelin, 1622-1673) volle offrire al sovrano di Francia e al pubblico parigino uno spietato ritratto della gente di Corte, quale egli aveva ben conosciuto soprattutto in occasione delle dispute intorno al suo Tartuffe: gente che, dietro l`apparenza brillante e frivola, celava il vuoto spirituale e la più cinica amoralità. Quello che ne nacque fu comunque un personaggio gigantesco, odioso e affascinante nello stesso tempo, capace di unire in sé empietà e dissolutezza, scetticismo e ipocrisia, vitalità materialista e ironico disprezzo delle leggi umane e divine.





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