Calendario manifestazioni   2019



IL PURO VENTO DONDOLA I GRANI - Racconti di Guerra
FILIPPO TOGNAZZO e MARICA RAMPAZZO - Stagione di Prosa Città di Bassano
25 Aprile, ore 21.00

INFO E PREVENDITE: 0424.524351 0424.519819 0424.519804


di Mario Rigoni Stern 
musiche Enrica Bacchia - Ivan Tibolla - Giorgio Pellegrini

produzione Zelda



Dalle storie della Grande Guerra, scaturite dall’album di famiglia e dai bollettini ufficiali, a quelle della seconda guerra mondiale che ripercorrono l’esperienza al fronte, la prigionia, il ritorno a casa, la resistenza. Attingendo alla sua memoria personale e a quella collettiva, Rigoni Stern costruisce un quadro scarno e spietato di un tempo che non è il nostro ma che ci viene lasciato in eredità. Un tempo segnato dal coraggio di uomini capaci di combattere per difendere un ideale.

I racconti di Mario Rigoni Stern sono suddivisi in quattro parti: quelli dedicati alla Prima guerra, quelli della Seconda (vissuta dallo stesso autore), quelli sulla prigionia e quelli sulla Resistenza.
I racconti della Prima guerra mondiale sono soprattutto un resoconto storico delle operazioni militari (da Caporetto all'offensiva austriaca, fallita, del Giugno del 1918), a racconti di reduci della guerra, episodi realmente accaduti raccontati allo scrittore.
Quelli sulla Seconda guerra mondiale, così come quelli sulla prigionia, hanno una narrazione più diretta, si tratta di episodi vissuti dallo stesso Stern, sia nella campagna in Albania sia , soprattutto, di quella in Russia. Sono racconti tristi, drammatici nel realismo che viene usato, nella malinconia che ricorda i compagni. Stern non porta il classico eroe di guerra, tutti sono eroi, solo per essere lì, il suo eroe è il milite ignoto.

" ....poi venne la campagna di Grecia e altri restarono per sempre sulle montagne dell'Albania; e i Balcani, ancora; e le steppe della Russia. Sempre più pochi ci contavamo. Vennero i Lager dei tedeschi e la Resistenza. Furono i nostri vent'anni”.

"Ecco, sono ritornato a casa ancora una volta, ma ora so che laggiù, quello tra il Donec e il Don, è diventato il posto più tranquillo del mondo. C'è una grande pace, un grande silenzio, un infinita dolcezza”.

“La finestra della mia stanza inquadra boschi e montagne, ma lontano,oltre le Alpi, le pianure, i grandi fiumi, vedo sempre quei villaggi e quelle pianure dove dormono nella loro pace i nostri compagni che non sono tornati a baita".




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